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carlo   mariani

 

     

 

               


la copertina del libro:

copertina del metodo


ecco alcune pagine tratte dal metodo:

   prefazione metodo


 

 

     launeddas

     "Launeddas" o anche "sonus de canna" è il nome di uno strumento musicale ad ancia, tipico della Sardegna.

      E' composto da tre canne che si suonano contemporaneamente, senza interruzione di suono.

     La canna più lunga, sempre intonata sulla tonica, è chiamata "tumbu" e produce una sola nota di bordone nel registro grave. La seconda canna chiamata "mancosa manna" o semplicemente "mancosa", è accoppiata al "tumbu" con una legatura di spago impeciato e si suona con la mano sinistra. La terza, chiamata "mancosedda" o "destrina" , si suona con la mano destra.

      Sulla "mancosa" e sulla "mancosedda" ci sono cinque piccoli fori rettangolari dai quali escono i suoni.

     Le possibili combinazioni delle due canne melodiche danno origine a molti tipi di "launeddas" detti anche "cuntzertus" (concerti).

     Alcuni di essi, nella tradizione, sono stati codificati ed hanno nomi specifici:

    "Mediana", "Fiorassiu", "Punt' 'e organu" (Punto d'organo), "Mediana a pipìa", "Fiuda", "Fiuda bagadia", "Simponia" , "Spinellu", "Spinellu a pipìa".

     Ogni "cuntzertu" può essere costruito in più tonalità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  

 

   il fiato continuo

     Una delle caratteristiche principali delle "launeddas" è la quantità di suoni prodotti, senza interruzione e per svariati minuti. La prima cosa da imparare, quindi, è la tecnica della respirazione circolare che consente di emettere uno o più suoni ininterrottamente respirando normalmente.

     Procedere nel modo seguente:

     - riempire a forza (completamente) le guance di aria e, tenendole gonfie, respirare col naso per diversi minuti.

- Prendere un cannellino di canna o equivalente (l'involucro di una penna bic, una cannuccia da bibita o simile) aperto ad un'estremità e chiuso dall'altra,

- bucare con una spilla la parte chiusa quindi, imboccare l'altra parte e con le guance gonfie,

- provare a soffiare per alcuni minuti e di continuo, cercando di inspirare ed espirare col naso.

     Per verificare che questo accada, immergere il cannellino, dalla parte chiusa appena bucata, in un bicchiere con dell'acqua:

- il soffio produrrà delle bollicine nell'acqua e le stesse non si devono interrompere.

     Esercitandosi per qualche giorno ed acquistata una certa pratica:

- allargare, con un ago più grosso, il piccolo foro, oppure farne qualche altro, per aumentare il flusso d'aria che esce e

- tentare di resistere, soffiando, per cinque/ sette minuti.

     E' normale un leggero indolenzimento delle guance e delle labbra causato da movimenti non abituali pertanto sarà utile un po' d'allenamento:

- riempire la bocca d'aria e, utilizzando soltanto i muscoli delle guance, soffiare dalle labbra, quasi chiuse, facendole vibrare.

     Raggiunta un'autonomia di cinque/dieci minuti di respirazione circolare provare con la "mancosedda" applicando la tecnica suddetta. La quantità e la pressione d'aria che fanno vibrare l'ancia della "mancosedda" sono diverse da quelle necessarie a produrre le bollicine nel bicchiere ma il principio é lo stesso. In caso di difficoltà, quindi, riprovare col cannellino aprendo di più i buchi e/o utilizzare una "destrina" con l'ancia più morbida.

 

 

 

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...  molti esercizi:

 pagina 10 del metodo

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                    pagina 16 del metodo

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pagina 22 del metodo

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                    pagina 30 del metodo

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pagina 48 del metodo

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                    pagina 90 del metodo

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per un totale di 156 pagine:

 


 

 

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Aggiornato il: 20 maggio 2007